Il Mediatore

Il mediatore, chiamato anche applicatore PAS, è colui che si è formato presso i centri autorizzati dall’ICELP (Centro di potenziamento per l’apprendimento con sede a Gerusalemme e diretto dal Prof. Feuerstein). I centri autorizzati sono oggi distribuiti più o meno in tutta Italia e presso le sedi si attivano con frequenza i corsi per divenire mediatore Feuerstein. La particolarità di questa esperienza è rappresentata dal fatto che il mediatore stesso ne esce modificato. Sin dalle prime lezioni, pertanto, si sperimentano i benefici delle applicazioni su se stessi, divenendo credibili agli altri. Il mediatore, in pratica, si fa carico intenzionalmente degli apprendimenti degli allievi, filtra gli stimoli e li seleziona, attivando i processi mentali. Il suo mediare è ispirato a dei criteri detti appunto criteri della mediazione. Pertanto, modificare e modificarsi è uno dei criteri fondanti, presente in ogni rapporto di mediazione (reciprocità).

 

 

 

La Mediazione

Nella mia teoria ho incorporato molti elementi di Piaget, ma il ruolo del mediatore, che propone una qualità di interazione tra l’individuo e il mondo, mi si è chiarito solo quando ho cominciato a lavorare con bambini di provenienza diversa…L’apprendimento dei bambini che vivevano nei piccoli villaggi di montagna era migliore di quello dei ragazzi di città. Mi chiedevo il perché: questi bambini di città avevano tanti stimoli, tante cose da vedere, giornali avevano una esperienza straordinaria, elevati livelli di socializzazione, erano controllati dalla società, avevano visto tutto…ma avevano gravi difficoltà di apprendimento. Gli altri vivevano in villaggi senza carta, senza giornali, ma imparavano più velocemente; malgrado la povertà di stimoli, erano stati bambini “mediati”. C’erano i nonni, le zie nubili, tutto un mondo che mediatizzava questi bambini. Nelle città era già in atto la disintegrazione della famiglia patriarcale e questi bambini avevano subito il mondo senza mediazioni.

Feuerstein, 1993